Stories:

Venezia Sbattuta

La fotografia, non è una cosa reale. È un’illusione attraverso la quale possiamo interpretare le nostre illusioni.
(Arnold Newman)
Photography is not a real thing. It is an illusion through which we can interpret our illusions.
(Arnold Newman)

Questo progetto fotografico su Venezia, “Venezia Sbattuta”, è realizzato durante il Carnevale e utilizza la tecnica ICM (Intentional Camera Movement) come strumento espressivo. Le immagini non cercano la rappresentazione iconica o riconoscibile della città, ma lavorano sul movimento, sulla perdita di nitidezza e sull’eccesso visivo per mettere in crisi l’immagine ordinata di Venezia. Il Carnevale diventa il contesto ideale per sciogliere forme e identità, trasformando la città in uno spazio instabile, dove la fotografia tenta di disturbare ciò che sembra già visto e immobile.

Venezia sbattuta

Quando la foto classica si annoia…

Venezia è probabilmente stanca di essere sempre riconoscibile: immobile, perfetta, pronta per l’ennesima cartolina.

Il Carnevale, con il suo eccesso di maschere, velluti e mistero, sembra il momento ideale per smettere di fare i bravi.

Queste immagini non cercano di spiegare Venezia, né di renderla più bella. Provano piuttosto a disturbarla: allungarla, scioglierla, smontarla, fino a farle perdere l’equilibrio.

In fondo, ogni tanto, la fotografia serve anche a questo: fare quello che non si dovrebbe, per guardare nuovamente ciò che pensavamo di aver già visto abbastanza

Venice slammed

When the classic photo gets boring…

Venice is probably tired of always being recognizable: still, perfect, ready for yet another postcard.

Carnival, with its excess of masks, velvet, and mystery, seems like the perfect time to stop acting good.

These images don’t try to explain Venice, nor make it more beautiful. Rather, they try to disturb it: to stretch it, dissolve it, dismantle it, until it loses its balance.

After all, sometimes, photography is also useful for this: to do what you shouldn’t, to look again at what you thought you’d already seen enough of.