Projects:

Dove sono finiti i Luna Park

Il luna park è caos, è il mondo del proibito, che viaggia di posto in posto e persino di tempo in tempo con il suo carico di fenomeni e le sue attrazioni seducenti”.

(Stephen King)

The Carnival is chaos, it is the world of the forbidden, which travels from place to place and even from time to time with its cargo of phenomena and its seductive attractions.”

(Stephen King)

Questo progetto fotografico racconta i luna park del Nord Italia, tra divertimento, festa e convivialità. Mostra le giostre itineranti e chi lavora nelle carovane, tramandando una tradizione di generazioni. Attraverso le immagini emerge la fatica quotidiana, le sfide economiche e la frattura sociale con le nuove generazioni, immerse nel mondo digitale. Il lavoro restituisce uno sguardo sulla magia e sul tempo sospeso di un universo viaggiante, ancora vivo nonostante gli spazi vuoti e le attrazioni in attesa.

Dove sono finiti i LunaPark ?

Il Tempo dell’Incantesimo

Divertimento, festa, convivialità: è l’eco del luna park che risuona nella memoria di chi, come me, ha una certa età.
Che fosse la piazza di un piccolo paese o la festa del Santo Patrono, l’aria vibrava di attesa.

Le giostre, macchine colorate e rumorose, trasmettevano allegria e spensieratezza, trasformando ogni istante in una festa condivisa.
Si correva da un’attrazione all’altra, in fila, per vivere una nuova avventura.
Era il nostro paese dei balocchi, un rito collettivo tramandato nel tempo.

Il prezzo dell’itineranza

Ma cosa significa luna park oggi?

Dietro le luci ci sono carovane itineranti, famiglie che da generazioni montano e smontano, giorno dopo giorno.
Una resistenza che oggi si scontra con una realtà economica sempre più dura: plateatici in aumento, spazi ridotti, collocazioni periferiche e spesso difficili da raggiungere.

L’indifferenza digitale

La frattura più profonda, però, è sociale.
Le nuove generazioni, immerse in una dimensione virtuale, faticano a riconoscere nel luna park un luogo di aggregazione.
Non affascina, non coinvolge, non trattiene come un tempo.

Il progetto

Nato alcuni anni fa nel Nord Italia, questo progetto fotografico racconta l’universo di chi lavora con passione nel mondo viaggiante, un universo che, quando il tempo lo permette, è ancora vivo e luccicante.

Ma attraversando i luna park in ogni stagione e a ogni ora, mi sono spesso trovato in spazi vuoti, popolati da enormi dinosauri: le giostre stesse, presenti ma in attesa.

La tradizione è antica e in alcune città resiste ancora, talvolta solo per la magia del Natale.


Fino a quando non verrà spostato ancora più lontano.

Where did the Carnival end up?

The Time of Enchantment

Fun, celebration, conviviality: this is the echo of the fairground that resonates in the memory of those who, like me, have lived it.
Whether it was the square of a small town or the Patron Saint’s festival, the air vibrated with anticipation.

The rides, colorful and noisy machines, brought joy and lightheartedness, turning every moment into a shared celebration.
People ran from one attraction to another, in line, to experience a new adventure.
It was our playground, a collective ritual passed down through generations.

The Cost of Itinerancy

But what does the fairground mean today?

Behind the lights are itinerant caravans, families who for generations have been assembling and disassembling day after day.
A resilience that now clashes with increasingly harsh economic realities: higher fees for occupying public space, limited areas, and often peripheral, hard-to-reach locations.

Digital Indifference

The deepest gap, however, is social.
New generations, immersed in a virtual social world, struggle to recognize the fairground as a place of gathering.
It no longer fascinates, engages, or captivates as it once did.

The Project

Started several years ago in Northern Italy, this photographic project tells the story of those who work passionately in this traveling world—an universe that, when time allows, is still vibrant and sparkling.

Yet, visiting fairgrounds in every season and at any hour, I often found empty spaces, inhabited by enormous dinosaurs: the rides themselves, present but waiting.

The tradition is old, and in some towns it still survives, sometimes only for the magic of Christmas.

Until it is moved even further away.